"IL CIRCOLO DI PICKWICK"

Insieme a Scuola di Lettura


In "Leggere - Un gioco da ragazzi", un manifesto dell'amore per la lettura, due esperti di letteratura per l'infanzia, Guido Quarzo e Anna Vivarelli, propongono utili consigli per invogliare i ragazzi a leggere, nonostante le mille distrazioni - Su ilLibraio.it il capitolo "Tutti insieme appassionatamente", in cui si consiglia agli insegnanti di non limitarsi "ad affibbiare la lettura come compito tra i compiti, fra un esercizio di matematica e un tema..."

Tutti insieme appassionatamente...

Il primo passo è la lettura collettiva

Leggere insieme la storia dall'inizio alla fine è il fondamento di ogni buona pratica formativa. Limitarsi ad affibbiare la lettura come compito tra i compiti, fra un esercizio di matematica e un tema - ciò che avviene soprattutto nella scuola secondaria - per poi registrare che 'il libro l'hanno letto i soliti quattro o cinque', significa prendere atto di una situazione, e non operare per modificarla. 

Leggere ad alta voce una storia è per molti adulti qualcosa di legato alla primissima infanzia, ed è destinata per lo più ad interrompersi, quando il ragazzo impara a leggere e/o subito dopo. 

Ma ascoltare una storia significa, anche per un ragazzino in grado di leggere per conto proprio, essere aiutato a entrare in un universo linguistico che spesso trova proprio nella mediazione dell'adulto la strada per arrivare al cuore e alla mente

Lo abbiamo già detto: quando un adulto legge a voce alta una storia, costruisce una relazione triangolare tra sè, la storia e il bambino che ascolta.

 È una relazione molto particolare, ogni lettore di storie la conosce bene, ed è ciò che fa la differenza con altri media, perché è fortemente affettiva. 


Ai libri ci si affeziona, sono comunicatori "caldi", mentre un videogioco rimane uno strumento freddo, per quanto divertente possa essere. Se immaginiamo poi una situazione in cui a stabilire il rapporto tra la storia (libro) e il bambino/ragazzo (lettore-ascoltatore) è la voce di un adulto affettivamente importante, possiamo capire come sia insostituibile la lettura delle storie rispetto ad altri mezzi di comunicazione.
Il lettore della pagina scritta converte in modo del tutto naturale le parole in immagini, perfino in emozioni. Nel caso del bambino che ancora fatica a decodificare i segni della scrittura, l'ascolto facilita fortemente sia l'immaginare sia l'emozionarsi. Il bello è che questo accade anche se si è più grandi.

IL LIBRO E GLI AUTORI:

"Le storie contenute nei libri sono i fili della nostra esistenza: ci legano a chi ci vive accanto, a chi è vissuto prima di noi, a chi verrà dopo. Sono i fili che ci legano anche a noi stessi, a come siamo stati e a come immaginiamo il nostro futuro".

Leggere stimola la fantasia e la riflessione, aiuta a rilassarsi e a vincere la solitudine, sviluppa l'empatia e il senso critico. Eppure in Italia i lettori, sia giovani sia adulti, sono pochi, una specie di setta in cui sembra sia difficile entrare. La passione per i libri è come un contagio, che può avvenire solo se favorito dalla società.

 Ma quali sono gli ostacoli che un giovane lettore può incontrare sulla sua strada?

 In che modo la società può diffondere il suo 'contagio'?

 E perché poi dovrebbe farlo? In un periodo di grande attenzione verso l'intero sistema educativo in Italia, due esperti di letteratura per l'infanzia, Guido Quarzo e Anna Vivarelli, propongono utili consigli per invogliare i ragazzi a leggere, nonostante le mille distrazioni e i messaggi a volte fuorvianti della società.

Guido Quarzo è nato a Torino nel 1948. Laureato in pedagogia, ha lavorato per molti anni nella scuola elementare sia come insegnante sia come formatore. Si è occupato a lungo di teatro per ragazzi, scrivendo testi, organizzando laboratori e spettacoli. Dal 1989 ha iniziato a pubblicare testi di narrativa per bambini e ragazzi e da allora i suoi lavori sono stati acquistati dalle maggiori case editrici del settore. Nel 1999 ha lasciato l'insegnamento per dedicarsi completamente alla scrittura. 

Ha vinto il premio Andersen come miglior autore nel 1995.

Anna Vivarelli è nata a Torino nel 1958. Dopo la laurea in Filosofia, ha lavorato per parecchi anni nel campo della pubblicità. Ha esordito giovanissima nella scrittura con testi teatrali e radiofonici per la Rai. Scrive libri per bambini e ragazzi da oltre vent'anni. Ha pubblicato per le principali case editrici italiane e a molti dei suoi lavori sono stati assegnati importanti premi letterari. All'attività della scrittura, affianca quella della promozione alla lettura in scuole e biblioteche. 

Ha vinto il premio Andersen come miglior autrice nel 2010.